Cura Riabilitazione
Rivoluzione

in psichiatria

✱ Dacqua Collettivo

✱ Dacqua Collettivo

Il Collettivo Artistico Dacqua è un’Associazione Culturale nata all'interno della Casa di Cura Psichiatrica “Villa di Salute”, da un gruppo di persone, pazienti, artisti, professionisti sanitari, che vivono i contesti psichiatrici e fanno arte insieme con fini terapeutici.

Nessuna differenza di ruoli, età, etnie: tutti co-creatori e protagonisti di spazi espressivi dedicati all’artivismo. Il Collettivo è un luogo di ri-narrazione delle storie personali attraverso tutte le forme, i linguaggi e le pratiche artistiche, un ponte tra “chi è dentro e chi è fuori”.

Ci ri-conosciamo uguali, acquistiamo consapevolezza del nostro valore, prendiamo parte alla vita sociale collettiva, per lasciare impronte, conoscere la propria voce e farla sentire. Persone che fanno arte con altre persone: senza barriere ideologiche o materiali.

Il nostro nome è Dacqua, perché l’errore è ciò che ci spinge alla creatività della riparazione e dell’innovazione. L’acqua è un elemento che non ha forma propria, simbolo dell’inconscio primario, delle emozioni, del nutrimento e del legame affettivo. Un travaso di contenuti vitali dall’uno all’altro in un movimento fluido di connessione e guarigione.

Chi siamo

Il Collettivo non ha solo fini terapeutico-trasformativi per chi è ricoverato: vuol fare evadere i prodotti artistici, i linguaggi, i contenuti, i vissuti e le esperienze oltre i muri della clinica.

Vuole oltrepassare la soglia dello stigma e della segregazione, abitare la città, gli spazi comuni, partecipando ad eventi e attività della comunità, aprendo ad iniziative con partners esterni.

Ha intenti di prevenzione e promozione della salute mentale.

Cerca inclusione ed empowerment attraverso la partecipazione e lo scambio nei contesti di incontro sociale.

Villa di Salute

Trofarello

Emeis Italia

LA NOSTRA SEDE

LA NOSTRA SEDE

La Casa di Cura nasce ufficialmente sulla collina di Trofarello, nella cintura torinese, con Decreto Regionale del 15 giugno 1898, come stabilimento per “la cura delle malattie nervose e mentali”. Il fondatore è Gaetano Demichelis, uno psichiatra che operava all’interno dell’Ospedale Psichiatrico di Racconigi, che insieme ai colleghi Martinoli e Tirelli acquista un edificio che inizia a funzionare con l’assistenza infermieristica delle Suore Nazzarene, un Ordine di Suore infermiere che continuerà ad operare nella struttura fino al 1995.

Dopo la Prima Guerra Mondiale la Casa di Cura vede ampliamenti di strutture confinanti a causa del gran numero di ricoverati; durante la Seconda Guerra Mondiale, come avviene in altre Case di Cura del torinese, viene occupata da truppe tedesche e tra i pazienti si mescolano molte persone ebree sotto false generalità, che così riescono a sottrarsi a persecuzioni e deportazioni a causa delle leggi razziali. Nel 2007 la struttura viene acquistata da una multinazionale francese specializzata nella cura psichiatrica, e attraversa varie fasi di ristrutturazioni e ampliamenti.

Da un punto di vista normativo la Casa di Cura si configura come privato convenzionato, accreditata in fascia A, con 80 posti letto cui è possibile accedere, su base volontaria, in convenzione con il SSN oppure privatamente. Il percorso di cura è coordinato dalla Primaria e Direttrice Sanitaria Dr.ssa Anna Bellicanta e affidato a un’équipe composta da psichiatri, neurologi, internisti, cardiologi, fisiatri, psicologi, psicoterapeuti, terapisti della riabilitazione psichiatrica, fisioterapisti, infermieri e operatori socio-sanitari.

Visita il sito della Casa di Cura Villa di Salute Emeis

Filosofia di cura

“Chi sono io” oltre i miei sintomi, che sono l’unica dimensione di cui spesso si occupa la medicina?

Il nostro intervento si situa nel solco della Psichiatria Narrativa, un metodo che mette al centro la persona attraverso l’ascolto profondo, la comprensione e la valorizzazione della sua storia personale, dei suoi vissuti e delle sue emozioni. Come singola persona all’interno del suo speciale ed irripetibile disagio.

Diagnosi e terapie e tutte le pratiche di cura si prefiggono di intercettare la parabola esistenziale del paziente e si orientano a trasformare il periodo di ricovero in un'opportunità concreta di esplorazione, espressione e rinascita personale. Per noi, la salute mentale non è solo assenza di sintomi, ma capacità di attribuire senso a ciò che si vive, ridare slancio alle relazioni e trasformare la sofferenza in comprensione di sé e in apprendimento di strategie per stare meglio. Crediamo che ogni essere umano, anche nella malattia, conservi risorse vitali, desideri, creatività. Il nostro compito è accompagnare le persone a ritrovarle, valorizzarle e portarle nel mondo.

Ciò che non posso comunicare, che viene rifiutato o ritenuto incomprensibile diventa estraneo anche a me stesso. L’arte mi aiuta a ridare significato, a ricomporre il mio mondo interno, a sentire senza giudizio, senza ansia da prestazione. Messo a mio agio, con lo strumento e il linguaggio più congeniale, posso dischiudere i miei mondi di meraviglie e gli abissi di dolore, per imparare chi sono e quali sono le mie ricchezze. Posso attivare forme di resilienza e di trasformazione, posso integrare le mie parti, posso integrarmi. A patto che mi si accompagni a riconoscere i miei vissuti più disturbanti e vergognosi, quelli di cui non parlo mai, che mi fanno paura, che mi tengono lontano dal mondo. La trasformazione è accettazione e valorizzazione di chi sono io, è riscoperta del mio potenziale, è voce alla mia unicità. e’ così che divento responsabile di me stesso e mi attivo per prendermi cura di me.

E’ questa la cura: migliore comprensione di me e del mondo, migliore capacità di contattare le mie risorse e sostegno ad usarle.

Anche il coraggio di esprimere il mio personale messaggio, perché può servire anche agli altri, anche a chi non è malato.

La sofferenza mentale è un’esperienza universale. Questo progetto nasce per non rimanere confinato nel perimetro della Casa di Cura, si fonda sul potere trasformativo della relazione e del gruppo e vuole rompere la clausura che ancora caratterizza la psichiatria. Vuole fare rivoluzione: nei metodi, negli spazi, nei linguaggi. Vuole arricchire, disturbare, sconfinare e rovesciare. Tramite un agire la cura che prevede un impegno ed un coinvolgimento attivo di tutta l’equipe.

Ogni giorno lavoriamo con persone che attraversano momenti di fragilità psichica, accompagnandole in percorsi riabilitativi che si fondano sulla relazione, sull’empowerment e sull'espressione creativa.

Atelier Terapeutici

a mediazione artistica

L’arte è uno specchio raffinato per vedersi, per integrare e simbolizzare l’indicibile, il nascosto, ciò che a sè rimane fino a quel momento incompreso. Uno specchio per vedere le forme degli altri e sentirle non così dissimili, finalmente “addomesticate” e più universalizzate. Nel gruppo, ci si conosce, ci si riconosce, ci si identifica in maniere mediate e protette, si elaborano possibili sviluppi, si valorizza l’individualità oppure la similarità. Si dà parola e simbolo a ciò che prima era indistinto e straniero: si integrano le parti di sè per un’esperienza di identità più complessa e ricca che aumenta la consapevolezza di sè e del proprio potere personale. Riflettere, supportare la rielaborazione, motivare al cambiamento, aumentare la capacità di comunicare con sè stessi e con gli altri e soprattutto uscire dalla monodimensionalità dell’identità di “malato” sono le coordinate che definiscono la costruzione delle esperienze artistiche del progetto

Il nostro nome Dacqua, è senza apostrofo, contiene l’errore ed è la descrizione della nostra sostanza: siamo d’acqua perchè l’acqua è simbolo dell’inconscio primario, delle emozioni, del nutrimento e del legame affettivo e concreto. È un elemento semplice, che appare poco importante e comune ma è essenziale; ha caratteristiche paradossali perchè è emolliente, solvente e tensiva. Non ha una forma propria ma assume quella del contenitore: i setting delle attività sono quindi gli spazi/tempo all’interno dei quali la fluidità delle espressioni di pazienti e operatori può essere osservata e raccolta, scambiata

I nostri Atelier:

  • Movimento creativo

  • Arteterapia

  • Social Skills Training

  • Tecniche drammaterapeutiche

  • Tecniche di meditazione

  • Produzioni musicali, cinematografiche e audiovisive

  • Fiber Art

  • Yoga

  • Tecniche psicoeducazionali

  • Tecniche di rilassamento

  • Scrittura creativa

  • Partecipazioni a Call for Artist e Installazioni

Anche se l’accesso alla nostra struttura è per tutte le diagnosi psichiatriche, abbiamo formalizzato 4 Percorsi Diagnostico -Terapeutico Assistenziali riservati a:

  • GIOVANI ADULTI CON PERSONALITA’ BORDERLINE

  • PAZIENTI CON PROBLEMI DI DIPENDENZA

  • ESORDIO SUICIDARIO IN GIOVANI ADULTI

  • PAZIENTI CON PATOLOGIE NEURODEGENERATIVE

Aree specialistiche di intervento

ESORDIO SUICIDARIO IN GIOVANI ADULTI

L’intervento studiato per i giovani adulti che tentano il suicidio avendo un’anamnesi precedente silente, ovvero senza aver mai dato segni particolari ed evidenti di disagio e sofferenza mentale, vuole intercettare un bisogno clinico diffuso tuttavia marginalizzato dai classici percorsi psichiatrici, che lascia sole e confuse le famiglie. Proprio perché riguarda giovani e giovanissimi che non sono presi in carico dai servizi e che non soffrono di psicopatologie conclamate. Può prevedere un ricovero anche breve, pensato per il momento di crisi, tuttavia dedicato all’inquadramento psicologico, alla comprensione del significato del gesto, alla messa a punto di un disegno di intervento successivo in rete tra professionisti pubblici e privati.

OBIETTIVI

*contenimento della crisi e trattamento del dolore mentale

*comprensione dei fattori interni e ambientali alla base delle spinte suicidarie

*apprendimento di strategie di ascolto ed elaborazione della sofferenza mentale

*Apprendimento di strategie comportamentali di prevenzione della crisi

*esplorazione dei vissuti di angoscia e disperazione

*costruzione di una valida alleanza terapeutica per il disegno di interventi integrati successivi al ricovero

Accanto alla partecipazione ai setting del percorso riabilitativo della struttura, i pazienti accedono a psicoterapie individuali e di gruppo specificamente focalizzate all’elaborazione e prevenzione del suicidio.

PAZIENTI CON PATOLOGIE NEURODEGENERATIVE

Il protocollo di cura ha come obiettivo principale quello di diminuire l’impatto dei disturbi cognitivi e comportamentali conseguenti all’invecchiamento patologico.

OBIETTIVI

*stilare diagnosi e assessment tramite batterie di test neuropsicologici

*disegnare interventi psico-educazionali personalizzati dedicati alla cura di sé

*proporre una stimolazione motoria FT continuativa

*proporre una stimolazione cognitiva sia individuale che di gruppo

*inserire la persona nei diversi gruppi ai fini di una valida socializzazione

*favorire l’espressione creativa dell’individualità

PAZIENTI CON PROBLEMI DI DIPENDENZA

Le addiction sono malattie complesse, croniche e destrutturanti che producono effetti e cambiamenti a breve, medio e lungo termine nella vita delle persone. Impattano i meccanismi cerebrali di ricompensa, motivazione, memoria e interconnessione producendo caratteristici sintomi biologici, psicologici, sociali e spirituali. Tendono a recidivare e necessitano di cure continuative secondo un decorso dove il drop-out e le ricadute sono da intendersi come attese e fisiologiche. Per questi pazienti sono importanti la cessazione d’uso, la riduzione dei sintomi, l’eliminazione dello stigma, l’inclusione sociale e la motivazione ad una presa in carico globale e continuativa. È richiesto un intervento sistemico: il PDTA si articola su un intervento multidisciplinare che integra l’approccio farmacologico ad interventi di rimodulazione dell’impulsività e di ristrutturazione cognitiva.

OBIETTIVI

*cessazione d’uso, controllo del craving e disassuefazione

*focalizzare i problemi del momento, la compliance farmacologica, l’accettazione della fase di ricaduta

*stabilizzare il quadro psichico e comportamentale durante il ricovero attivando forme di autoriflessione e auto-osservazione

*trattare l’impulsività, che è a base neurofisiologica, e la disregolazione emotiva

* costruire un progetto terapeutico individualizzato (PTI) orientato alla continuità assistenziale

L’equipe lavora attraverso setting terapeutici individuali e di gruppo dedicati alla disregolazione emotiva, alla crisi suicidaria, all’autolesionismo, al profilo del comportamento di abuso, alla ristrutturazione delle credenze e dei pensieri disfunzionali alla base della dipendenza, alla riduzione del danno, alla mancanza di dilazionare i bisogni, al trattamento dell’eventuale comorbidità con altri disturbi psichiatrici.

Gli obiettivi sono di contenimento e psicoeducazione, di consapevolizzazione dei pensieri disfunzionali, di valorizzazione delle risorse, di costruzione di un patto terapeutico. Una speciale attenzione è dedicata alla relazione con i famigliari e con i servizi territoriali per la continuità assistenziale, ovvero la costruzione di un intervento successivo al ricovero.

GIOVANI ADULTI CON PERSONALITA’ BORDERLINE

Il PDTA per questa utenza è costruito specificamente per intervenire in modo strutturato e multidimensionale sulle sintomatologie più acute e critiche, in particolare dopo tentativi di suicidio o gravi crisi autolesionistiche/condotte di abuso. Integra i più recenti studi sul trauma e sul trattamento della disregolazione emotiva.

OBIETTIVI

*ridurre il rischio suicidario, comportamenti autolesivi e situazioni di crisi aumentando la capacità di fronteggiare queste spinte

*stabilizzare il quadro psichico e comportamentale durante il ricovero attivando forme di autoriflessione e auto-osservazione.

*attivare precocemente interventi psicologici ed educativi in merito alla disregolazione emotiva e all’autolesionismo

*intervenire sulla comorbidità con dipendenze

*costruire un progetto terapeutico individualizzato (PTI) orientato alla continuità assistenziale

L’equipe lavora attraverso setting terapeutici individuali e di gruppo dedicati alla disregolazione emotiva, alla crisi suicidaria, all’autolesionismo, all’utilizzo e dipendenza da sostanze, alla mancanza di dilazionare i bisogni, alla differenziazione fra Sé e gli altri, all’ascolto del corpo, all’utilizzo degli psicofarmaci, alla relazione fra traumi e psicopatologia.

Gli obiettivi sono di contenimento e psico-educazione, di integrazione dei vissuti dolorosi e di aumento della capacità di osservarsi e chiedere aiuto. Una speciale attenzione è dedicata alla relazione con i famigliari e con i servizi territoriali per la continuità assistenziale, ovvero la costruzione di un intervento successivo al ricovero.

Il Collettivo partecipa a Call for Artists, concorsi, giornate di sensibilizzazione, festival e a tutti quei contesti pubblici. Ha l’obiettivo di creare reti, momenti di scambio e compartecipazione, nuovi progetti di lavoro e ricerca. Vuole lavorare in forme partecipative della vita culturale e sociale della comunità allargata. Vivendo al di fuori della patologia per non essere fuori dalla vita.

Se sei un’artista, hai un progetto creativo o conduci laboratori a mediazione artistica puoi contattarci per progettare il tuo Atelier insieme a noi e realizzarlo, insieme agli operatori, in struttura.

Call for artist